Il mio lavoro è la mia libertà

Oggi scrivo, oggi mi va, oggi vi racconto perchè il mio lavoro è la mia libertà. Dopo qualche ora passata a postprodurre un matrimonio dedico un pò di tempo a me, anzi, a parlare di me.
Capita che qualcuno mi chieda perchè ho scelto di fare la fotografa. In effetti, qualche volta me lo chiedo anche io. Fin da piccola scattavo migliaia di fotografie. Chiedevo sempre ai miei genitori di baciarsi, e quindi scattavo. Ad un certo punto della mia vita dopo le scuole superiori ho preso un anno sabbatico, volevo fare qualche esperienza e così dopo esser stata tre mesi in Inghilterra come ragazza alla pari ho deciso di partire per un villaggio turistico come animatrice.
Mi sono informata, ho scoperto che avrei potuto scegliere di fare la fotografa nel villaggio. A giugno sono partita : tre mesi, 1000 fotografie al giorno, tante risate, un’ esperienza fantastica, un lavoro in mano.
Quando sono tornata mi sono iscritta a scienze della formazione primaria e sono andata a vivere a Bologna.
L’amica di un amica si sposava e sapeva che avevo fatto la fotografa in villaggio, quindi mi ha chiesto di essere la fotografa del suo matrimonio.

Il primo matrimonio

Diciottenne, incosciente, senza attrezzatura adatta. Ho scattato il matrimonio di questi ragazzi e mi sono innamorata. La fotografia di matrimonio era un esperienza bellissima : potevo entrare nella vita delle persone e raccontare il loro amore. Potevo scegliere cosa raccontare e come raccontarlo, sentire le loro emozioni e quelle delle persone che gli stavano vicino.
Mi ero divertita molto, ero estasiata. Qui è cominciato il mio percorso.

Non sto per ora a raccontarvi tutta la storia, però mi sembrava carino spiegarvi come è iniziata.
Sappiate solo che da li non mi sono più fermata, sono una testona intraprendente e quindi ora, grazie a me stessa (e a tutte le coppie che mi hanno dato fiducia) fare la fotografa di matrimoni è il mio lavoro.

Come vedo la mia attività tra dieci anni ? non ne ho idea.
Ora fare questo mi rende felice, ed è l’unica cosa che conta.

Chi non prova non sa

Prima di fare la fotografa ho fatto tanti altri lavori. Ho lavorato per anni come barista e cameriera nei fine settimana e non vi nascondo che mi piaceva tantissimo avere a che fare con le persone, stare in mezzo alla gente, lavorare a tempo di musica. Però non avere un attività mia mi pesava, perchè non potevo gestire le cose come volevo. Ogni contributo che avessi dato al miglioramento dell’ attività non avrebbe determinato vantaggi per me.
Ho provato a lavorare in fabbrica e sono scappata dopo un mese. Quello non era il mio lavoro. Non potevo stare tante ore a fare la stessa cosa, il tempo non passava mai.
Ho studiato scienze della formazione primaria e mi sono laureata. La mia laurea mi permette di fare la maestra. Ho provato, è un lavoro molto bello, ma purtroppo la scuola pubblica in italia è un disastro : non ci sono strumentazioni ne spazi adeguati.
Le maestre che lavorano nella scuola pubblica dovrebbero prendere uno stipendio altissimo per fare quello che fanno.
Io per il momento non me la sento.

Il mio lavoro è la mia libertà

Nel tempo ho scoperto che fare la fotografa mi rende felice. Non è facile spiegare perchè, ma sono tante le cose che mi fanno stare bene.
Innanzitutto amo quello che faccio, mi piace proprio tantissimo fotografare matrimoni, entrare nella vita delle persone, vivere le loro emozioni. Questo sta alla base di tutto , ma non è tutto.
Di gran peso per me è la gestione del tempo (escluse le giornate dei matrimoni, ma quelle non pesano perchè scattare un matrimonio è davvero molto bello) : posso scegliere quando lavorare, perciò se oggi piove probabilmente starò al pc 12 ore ma se domani c’è il sole potrei passare tutta la mattina sulla neve.
Non per tutti va bene questa cosa ma per me è fondamentale, poter amministrare il tempo mi permette di ottimizzarlo.
Un altro elemento importante è che l’impegno che metto nella mia attività, sia a livello fisico che mentale viene sempre ripagato. Per ogni cosa che faccio ho un riscontro, che sia positivo o negativo, tutto dipende da me. Questo sebbene preveda una buona dose di responsabilità è altamente stimolate.
Infine posso decidere quali corsi frequentare, quali persone incontrare e con chi lavorare, decido quando viaggiare e non devo chiedere ferie permessi.

Insomma…

Sono libera

Il mio lavoro è la mia libertà, e la mia felicità. Faccio qualcosa che mi piace, come mi piace e quando mi piace. Sono libera, sono felice. La vita è una e nonostante tutte le difficoltà di un lavoro autonomo non credo al momento di poter rinunciare ad essere libera.
Certo, un pò mi spaventa non avere malattia o maternità.
Non avere tutte le sicurezze di un lavoro fisso.
Non sapere da un anno con l’altro se avrò ancora lavoro oppure no.
Ma sono sempre in tempo.
Posso cambiare, evolvermi, scegliere.
Sono sempre in tempo a fare un lavoro che non mi rende felice.
Per ora va così. E non potrebbe andare meglio.

Il mio lavoro è la mia liberà
fotografia di Amarilis Photography